Intelligenza Comunicativa - Emozioni e Menzogne

Intelligenza Comunicativa

Intelligenza Comunicativa

Articolo, Post e Video su: INTELLIGENZA COMUNICATIVA, PNL, PERSUASIONE e DIALOGO

Come mai è così complicato capirci? 

Come mai sembra così difficile riuscire a spiegarci o a capire le altre persone? Come mai capita così spesso di tentare di aiutare una persona e anziché ricevere un grazie a un sorriso, questa persona si arrabbia con noi, si irrita? Come mai capita spesso o sovente che ci fraintendiamo, che discutiamo e solo più tardi ci rendiamo conto che stavamo dicendo la stessa cosa o stavamo discutendo per qualcosa di banale? Come mai è così difficile far fare i compiti ai propri figli o riuscire a essere, noi, quelli che decidono il ristorante dove andare a mangiare o che vacanza fare? 

Beh, tutte queste risposte le puoi trovare nel video di oggi!

L’argomento è: Intelligenza Comunicativa

Cosa significa quindi sviluppare maggiore intelligenza comunicativa

Per me significa essere capaci di far arrivare il nostro messaggio esattamente con come lo abbiamo pensato, ivi incluse le nostre emozioni

Intelligenza Comunicativa significa anche riuscire a capire e comprendere, a digerire il messaggio che ci mandano le altre persone, esattamente come lo hanno pensato. 

E allora come mai è così complicato? 

Beh… lasciami dire innanzitutto che la nostra testa – che è una macchina incredibile – deve elaborare costantemente un sacco di processi: è in grado di elaborare sette, più o meno due, processi contemporaneamente. Ed è per questo che molto spesso ci capita di dire “Dove ho messo gli occhiali?” e poi scopriamo di averceli in mano, sulla testa, o magari li stiamo proprio indossando. Perché in quel momento, probabilmente, la nostra testa sta elaborando davvero tantissime informazioni.

Esattamente come in questo momento… magari stai guardando questo video, quindi i tuoi occhi sono sullo schermo, le tue orecchie stanno ascoltando la mia voce; stai prestando attenzione alle informazioni; le stai elaborando nella tua testa; stai vivendo delle sensazioni e nello stesso momento però i tuoi occhi, con la vista periferica, vedono anche il resto, anche se non ci stai facendo caso e magari lo stai notando proprio in questo momento che te l’ho detto. 

Le tue orecchie rilevano comunque i suoni di sottofondo e in più hai anche tutti i pensieri della tua giornata: quello che devi fare dopo, quello che hai fatto prima e quant’altro. 

Capisci che la nostra testa deve selezionare un pochettino le informazioni, quelle che considera più utili in quel momento, ok? E lo fa attraverso dei filtri: generalizzazioni, distorsioni e cancellazioni

Ora… poco importa come funzionano questi filtri, non è compito di questo articolo quello di spiegarti esattamente in che modo la nostra testa crea la nostra realtà soggettiva

Il mio obiettivo è quello di darti alcuni consigli per migliorare la tua comunicazione, per riuscire a capire meglio le altre persone.

Innanzitutto, come mai non basta l’Intenzione

Perché ognuno di noi ha un modo di comunicare completamente suo, può sembrare incredibile – nel senso che – dici “Anch’io… io parlo l’italiano. Lui parla italiano. Lei parla la stessa lingua mia. Abbiamo la stessa età. Abbiamo più o meno lo stesso vissuto.” 

Come mai allora facciamo così fatica a capirci, nonostante parliamo la stessa lingua? 

Perché vedi… esistono dei canali della comunicazione che vengono chiamati Canali a Selezione Primaria e sono i nostri sensi, quindi: la vista (V), l’udito chiamato canale auditivo (A), le sensazioni (K), che è il senso cinestesico e poi c’ è l’olfatto e il gusto

Questi Canali si definiscono a Selezione Primaria (vedi PNL, VAKog) perché sono i primi che utilizziamo nella comunicazione

Poi certamente abbiamo i gesti e i modi. 

Ora… ognuno di noi, a seconda delle situazioni (e adesso che ti sto dicendo questa cosa, inizierai a notarla nelle prossime conversazioni e incontri con le persone) utilizziamo questi canali con una certa preferenza. Ad esempio: per quello che mi riguarda, io sono molto VISIVO okay? Quindi… se ascoltassi bene quello che dico, noteresti che molto spesso dico: Vedi, Guarda, Osserva, Mettiamo Chiarezza, Devo Far Luce.

Uso, ossia, una serie di termini che comunicano alle persone che stanno ascoltando che il mio canale preferenziale, in quel momento, in quel contesto, è quello VISIVO

Altre persone sono più UDITIVE… ASCOLTANO, prestano più attenzione alle parole. 

Altre sono più basate sulle SENSAZIONI.

Mentre i canali Olfattivo e Gustativo vengono spesso inclusi all’interno del canale cinestesico (K). 

Okay Stefano… ma in che modo quindi posso usare questa informazione per migliorare la mia comunicazione? 

Innanzitutto prestando maggiore attenzione a te stesso, per cominciare a capire, nei vari contesti, qual è il canale che è più dominante e per questo ti suggerisco di fare il Test Gratuito Online TEST VAK che trovi cliccando qui… e poi prestando attenzione alle persone. 

Se tu le ascolti bene, le persone usano proprio delle PAROLE CHIAVE che individuano un preciso canale a selezione primaria. Quando noi utilizziamo le stesse modalità delle altre persone (ad esempio: le parole chiave, uguali o simili – riferite allo stesso canale) costoro si sentono più a loro agio, si sentono capite e quindi… non solo tu sei in grado di capire meglio il loro messaggio, ma anche loro sono in grado di capire meglio il tuo. 

È molto importante un concetto: noi spesso pretendiamo che siano gli altri a capirci, infatti diciamo spesso “No, aspetta, forse non hai capito!”  

In realtà spetta a chi comunica il dovere di farsi capire… e per farsi capire, prima di passare il loro messaggio, dovrebbe ascoltare parecchio. Un trucco è quello di far domande. Mentre le persone ci forniscono le risposte noi possiamo notare quali termini usano o in che modo comunicano.

D’altronde… non abbiamo a caso due orecchie e una bocca… abbiamo due orecchie per ascoltare il doppio e una bocca sola per parlare la metà… importante questo… eppure, parliamo il doppio e ascoltiamo (tutti noi lo facciamo) la metà. 

Questa… è una delle ragioni per cui facciamo fatica a capirci. 

Quindi se io devo parlare con una persona e voglio farmi capire, se uso i canali a selezione primaria che predilige, è più facile che il mio messaggio arrivi esattamente come vorrei. 

Un altro modo per riconoscere questi canali, è prestare attenzione a come le persone comunicano.

Devi sapere che ognuno di questi canali ha un suo MODO, un suo specifico COMPORTAMENTO. 

Ad esempio…

Quando sei visivo… tendi a volere molto spazio intorno a te. Notalo a tavola. Le persone visive spostano gli oggetti. Se stanno parlando con te e tu poni tra te e quella persona un oggetto, se questa persona è una persona molto visiva, lo scanserà… sarà quasi irritata da questo oggetto molto vicino a sé. Inoltre, tendono a fare gesti molto ampi, gesticolano molto, parlano velocemente, delle volte si mangiano le parole.

Perché?

Perché processano il mondo a immagini. Nella loro testa passano tutte le informazioni in modalità visiva… Come me in questo momento, che sto vedendo il discorso che sto facendo e sto immaginando esattamente ogni mio movimento… è come se stessi vedendo un film. 

Le persone uditive… sono persone che prestano particolare attenzione alle parole che usi e che usano. Sono quelle persone che quando ti parlano, ti rivolgono in genere l’orecchio: non ti guardano, ti ascoltano! Sono persone, come ti dicevo, molto precise sulle parole per cui, tu dici qualcosa tipo “Mi passi quella sedia” e loro ti dicono “Seggiola, quella è una seggiola!” o…  tu dici “Quasi quasi mi siedo sul divano” e loro ti correggono dicendoti “Non è un divano, quello é un sofà!”  Ok? Ora questo è solo un esempio, chiaramente… diciamo che le persone uditive, sono un po’ dei feticisti della parola. Altra modalità delle persone uditive è parlare più lentamente, scandendo le parole. Hanno un eloquio un po’ più lento e sono molto, molto precise quando spiegano. 

Poi ci sono le persone CINESTESICE o CINESTETICHE (sono valide tutte e due)

Sono quelle persone che vivono molto a sensazioni… che, quando ti danno la mano, poi non te la lasciano. Sono quelle persone che hanno sempre bisogno di contatto. Costoro hanno un modo di parlare molto chiuso, nel senso che… si mangiano le parole, iniziano i discorsi, non li finiscono… questo perché vivono la loro comunicazione a livello molto interiore, molto cinestesico… perché vivono più l’aspetto emotivo della loro comunicazione, non contano le parole. Se potessero comunicare solo toccando una persona, lo farebbero e in effetti cercano di farlo

Se dovessi parlare con ognuno di questi soggetti, è chiaro che se tu sei un visivo e lei una persona cinestesica non puoi sperare che ti capisca mentre tu parli veloce, gesticoli molto, vuoi la distanza… immagina l’abisso che c’è tra voi due, già solo per questo. 

Quindi… il mio consiglio qual è? 

Se capisci che una persona è cinestesica, usa il suo canale per farti capire. Sforzati! Sforzati di usare il suo canale e i suoi modi, prima, e non pretendere che sia lei ad adattarsi a te, perché ricordati che: “l’efficacia di una comunicazione data dal risultato che sortisce” e quindi se sei tu che comunichi, sei tu che “non ti sei spiegato bene”, se la risposta che hai ottenuto non è quella che volevi… e non gli altri che non hanno capito! 

Prenditi più tempo per capire gli altri e poi utilizza nella conversazione parole che si ricalchino i loro canali a selezione primaria e in particolare i loro modi. 

Io faccio sempre un esempio…

Immagina di avere una signora anziana che deve attraversare la strada. Tu vuoi aiutarla… cosa fai? La prendi sottobraccio e siccome tu sei giovane e pimpante, la strattoni e corri veloce perché tu hai il passo veloce? No! In realtà… la prendi sotto braccio e cominci a camminare piano, addirittura arrivi al punto quasi di mimare la sua postura. È in questo modo che ti connetti a una persona! Però non lo facciamo nella vita. 

Prova a farlo nella vita, se vuoi iniziare a farti capire e capire di più gli altri!

Ti lascio un’ultima preziosa informazione… il modello che guida un po’ questa strategia!

L’ho chiamato Modello ICR. ICR sta per…

  • INTENZIONE
  • CALIBRAZIONE
  • RICALCO

Intenzione sincera e profonda di capire gli altri.

Calibrazione sta per… prestare attenzione, in particolar modo, a come le persone comunicano. Quindi a quello che dicono e a come lo dicono, ossia ai loro modi.

Ricalco significa “andare al passo con”… in inglese il termine giusto é “Pacing”. Non è ‘rispecchiare’ – come molti insegnano – non significa ‘scimmiottare’ gli altri… lui o lei cambia postura e tu cambio postura! Assolutamente no!

Significa avere la sincera e profonda intenzione di volerli capire

Prima prendi le misure, il calibro. Quindi… cerchi di capire esattamente qual è il loro modello conversazionale… qual è il loro canale preferenziale, ossia in che modo loro capiscono le cose! Non vai in Cina e pretendi che i cinesi parlino italiano. Vai in Cina, col bigino, e cerchi di parlare cinese o al limite l’inglese – è importante questa cosa – e RICALCO!

Quando il Ricalcolo lo fai con passione ti connetti automaticamente alle persone. 

Va bene… ho terminato…

Io spero di averti illuminato con questo post, video e podcast e ti ricordo sempre che su EMOZIONIEMENZOGNE.IT trovi moltissime risorse!

Trovi dei TEST GRATUITI che puoi fare online per mettere alla prova le tue conoscenze e competenze, trovi dei CORSI BASE e AVANZATI, trovi un BLOG con articoli, podcast e molto molto altro.

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C’è anche altro sul canale di YouTube, ci sono dei Podcast… ci sono davvero tantissime risorse!

Ti consiglio di visitare il nostro sito ufficiale, se non ci sei già, e noi ci vediamo al prossimo post, video o podcast. 😉

Fammi sapere cosa ne pensi di queste informazioni ci tengo molto conoscere la tua opinione a riguardo.

Per favore, lascia una commento qui sotto e dai una voto a questo articolo! 😉

A presto,

Stefano Ferruggiara
emozioniemenzogne.it

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